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Kirk Kilgour, lo sfortunato campione di volley e la sua poesia

La poesia e la commovente storia di Kirk Kilgour, il primo giocatore statunitense a venire a giocare a pallavolo in Italia nel 1973.
Kirk Kilgour con la maglia numero 5 nella Arriccia Roma 1974

Kirk Kilgour, il primo giocatore statunitense a venire a giocare in Italia, nel lontano 1973

Parliamo di un grande campione pallavolista statunitense: Kirk Kilgour. Il primo giocatore statunitense a venire a giocare in Italia, nel lontano 1973, ovvero quando il livello della pallavolo in Italia era ancora molto lontano da quello delle forti squadre dell’Est Europa e degli stessi Stati Uniti. Dopo un secondo posto al suo primo anno, nelle file della Ariccia Roma, vinse l’anno successivo lo scudetto. Purtroppo agli inizi del 1976, durante un banale esercizio in palestra, un grave infortunio non solo bloccò la sua carriera sportiva, ma lo paralizzò pesantemente. Lesione al midollo spinale e totale paralisi degli arti.

Durante un banale esercizio in palestra, un grave infortunio lo paralizzò pesantemente

La sua incredibile forza interiore gli ha permesso di reinventarsi, studiando e facendo realizzare una sedia completamente automatizzata, con telefono e comandi televisivi a impulsi vocali che gli hanno permesso di svolgere il lavoro di telecronista di volley. Questo fino alla sua morte, avvenuta in Colorado nel 2002. Ci ha lasciato non solo un esempio di grande coraggio, ma un’eredità ancora più grande, trasmessa con una poesia che non può non emozionare.

Kirk Kilgour ha lasciato in eredità un esempio di grande coraggio, trasmesso con una poesia.

Chiesi a Dio di essere forte 
per eseguire progetti grandiosi: 
Egli mi rese debole per conservarmi nell’umiltà. 

Domandai a Dio che mi desse la salute 
per realizzare grandi imprese: 
Egli mi ha dato il dolore per comprenderla meglio. 

Gli domandai la ricchezza per possedere tutto: 
Mi ha fatto povero per non essere egoista. 

Gli domandai il potere perché gli uomini avessero bisogno di me: 
Egli mi ha dato l’umiliazione 
perché io avessi bisogno di loro. 

Domandai a Dio tutto per godere la vita: 
Mi ha lasciato la vita perché potessi apprezzare tutto. 

Signore, non ho ricevuto niente di quello che chiedevo, 
ma mi hai dato tutto quello di cui avevo bisogno 
e quasi contro la mia volontà. 

Le preghiere che non feci furono esaudite. 

Sii lodato; o mio Signore, fra tutti gli uomini 
nessuno possiede quello che ho io! 

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